Ansia e attacchi di panico

Quando la paura arriva senza avvisare, o non se ne va mai del tutto. Capire che cosa accade è il primo passo.

Un uomo seduto sul bordo del letto all'alba, teso e pensieroso dopo una notte insonne

L’ansia è un’emozione normale: ci prepara ad affrontare ciò che percepiamo come un pericolo. Diventa un problema quando è troppo intensa, troppo frequente o sganciata da una minaccia reale. Allora non protegge più: limita, stanca, costringe a organizzare la vita intorno alla paura di stare male.

Come può presentarsi

  • una preoccupazione costante, difficile da spegnere, che passa da un tema all’altro;
  • attacchi di panico: ondate improvvise di paura intensa, con battito accelerato, fiato corto, capogiri, la sensazione di perdere il controllo o di stare per morire;
  • la paura che l’attacco si ripeta, e la tendenza a evitare luoghi e situazioni;
  • pensieri ossessivi che si impongono alla mente, e gesti o controlli ripetuti per calmarli;
  • tensione nel corpo, insonnia, irritabilità, fatica a concentrarsi.

Come ci lavoro

Il primo obiettivo è ridurre la paura della paura: capire che cosa succede nel corpo e nella mente durante un attacco, e che cosa lo alimenta. Poi si prova ad andare più a fondo: in quali momenti l’ansia compare, che cosa segnala, quali emozioni o conflitti restano sotto la superficie. Spesso l’ansia è il modo in cui qualcosa di importante chiede attenzione.

Non si tratta di eliminare ogni inquietudine, ma di comprenderla abbastanza da non esserne più governati.

Quando chiedere aiuto

Se l’ansia ti porta a rinunciare a cose che per te contano, se gli attacchi di panico si ripetono o se hai la sensazione di vivere sempre in allerta, parlarne con uno psicoterapeuta può aiutare. Prima di tutto, è utile che il medico di base escluda eventuali cause fisiche dei sintomi.

Negli adolescenti l’ansia si esprime spesso attraverso il corpo (mal di pancia, mal di testa, insonnia), con il rifiuto della scuola o delle situazioni sociali, o con una forte paura del giudizio degli altri. Poterne parlare con qualcuno al di fuori della famiglia può fare la differenza.

Puoi leggere anche l’articolo Attacchi di panico: capire che cosa sta accadendo.

Se ti riconosci in queste parole

Possiamo parlarne con calma.

Un primo colloquio serve a capire cosa sta accadendo e se questo percorso può esserti utile. Non richiede di aver già capito tutto.

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