Il primo colloquio con uno psicoterapeuta: che cosa succede davvero

La psicoterapia di Francesco Crivellaro 2 min di lettura

In breve

Il primo colloquio serve a conoscersi e a capire insieme che cosa sta accadendo. Non bisogna prepararsi né sapere già cosa dire: alla fine si decide insieme se e come proseguire.

Decidere di contattare uno psicoterapeuta è spesso la parte più difficile. Dopo averlo fatto, arriva un’altra domanda: che cosa succederà al primo incontro? Chiarirlo può togliere un po’ di tensione a un passo che è già abbastanza impegnativo.

Non serve prepararsi

Molte persone arrivano al primo colloquio con la sensazione di dover spiegare tutto nel modo giusto, in ordine, senza dimenticare nulla. Non è necessario. Si può cominciare da ciò che preme di più in quel momento, anche se sembra confuso o poco importante. Anche il “non so da dove cominciare” è un buon inizio.

Come si svolge

Il primo colloquio è soprattutto un incontro per conoscersi. Di solito:

  • racconti che cosa ti ha portato a cercare aiuto proprio ora;
  • il terapeuta fa alcune domande sulla tua situazione attuale, sulla tua storia, sulle persone importanti della tua vita;
  • c’è spazio per le tue domande: su come lavoro, sui tempi, su che cosa aspettarti;
  • alla fine si prova a fare il punto insieme.

Il ritmo lo decidi anche tu. Se ci sono argomenti di cui non ti senti pronto a parlare, puoi dirlo: verranno affrontati quando e se sarà il momento.

Che cosa chiedere

Il primo colloquio serve anche a te per valutare il professionista. Puoi chiedere, per esempio:

  • qual è il suo orientamento e che cosa significa in pratica;
  • con che frequenza ci si vede;
  • come si capisce se il percorso sta funzionando;
  • come vengono gestite riservatezza e appuntamenti.

Che cosa succede dopo

A volte bastano uno o due incontri per chiarire la situazione. Più spesso, dopo i primi colloqui si concorda un percorso. Può anche succedere di capire che serve un altro tipo di aiuto: in quel caso è compito del terapeuta indicarlo con chiarezza.

Soprattutto, conta come ti sei sentito. La relazione con il terapeuta è uno degli elementi più importanti del lavoro: è legittimo chiedersi se con quella persona ci si sente ascoltati e a proprio agio.

Autore

Francesco Crivellaro

Psicologo · Psicoterapeuta a orientamento psicodinamico · Ordine degli Psicologi del Veneto, n. 9211 · Studio a Noventa Vicentina

Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una valutazione professionale individuale.

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