Dal manicomio al CSM: come funziona la salute mentale oggi

Fino a meno di cinquant’anni fa, in Italia, chi soffriva di un disturbo psichico poteva finire in manicomio per anni, a volte per tutta la vita. Oggi esiste una rete di servizi pubblici pensata per curare le persone vicino a casa, senza escluderle dal mondo.

Prima della riforma: i manicomi e la legge del 1904
Per gran parte del Novecento la psichiatria italiana si è basata su una legge del 1904, la cosiddetta legge Giolitti. Prevedeva il ricovero in manicomio delle persone considerate «pericolose a sé o agli altri» o «di pubblico scandalo».
Il ricovero non era una cura scelta: era soprattutto custodia. Spesso durava anni. Chi entrava perdeva molti diritti, e il ricovero definitivo veniva annotato nel casellario giudiziale, come una condanna.
Nei manicomi si viveva in grandi reparti chiusi, con regole rigide. Contenzione e isolamento erano pratiche diffuse. I contatti con l’esterno erano pochi.
Un primo cambiamento arriva nel 1968 con la legge Mariotti. Introduce il ricovero volontario e i centri di igiene mentale sul territorio. Il sistema dei manicomi, però, resta in piedi.
Franco Basaglia, lo psichiatra veneziano che aprì i cancelli
Franco Basaglia nasce a Venezia nel 1924. Nel 1961 diventa direttore dell’ospedale psichiatrico di Gorizia. Lì trova un luogo di sola custodia e decide di cambiarlo dall’interno. Elimina le contenzioni, apre i reparti e organizza assemblee in cui pazienti e operatori discutono insieme.
L’idea di fondo è semplice e rivoluzionaria. Prima della malattia c’è una persona, con la sua storia e i suoi diritti. Un luogo che toglie libertà e dignità non può curare.
Nel 1971 Basaglia arriva a Trieste e avvia lo smantellamento graduale del manicomio di San Giovanni. Molti ex ricoverati tornano a vivere in città e trovano lavoro in cooperative. Nel 1973 un grande cavallo azzurro di cartapesta, Marco Cavallo, costruito insieme ai ricoverati, esce dall’ospedale e sfila per le strade di Trieste. Diventa il simbolo di un’istituzione che si apre.
La Legge 180 del 1978: cosa ha cambiato la legge Basaglia
Il 13 maggio 1978 il Parlamento approva la Legge 180, che tutti chiamano legge Basaglia. A dicembre dello stesso anno i suoi principi entrano nella legge 833, quella che istituisce il Servizio sanitario nazionale.
Le novità principali sono cinque:
- Stop ai nuovi ricoveri in manicomio. Gli ospedali psichiatrici vanno chiusi gradualmente.
- La cura diventa volontaria, come per qualsiasi altra malattia.
- Il trattamento obbligatorio (TSO) diventa un’eccezione, con garanzie precise: la proposta di un medico, la convalida di un secondo medico, l’ordinanza del sindaco e il controllo del giudice tutelare.
- I ricoveri si spostano negli ospedali generali, in piccoli reparti psichiatrici (gli SPDC) con non più di 15 posti letto.
- La cura si sposta sul territorio, con servizi vicini ai luoghi in cui le persone vivono.
Il cambiamento non è stato immediato. Basaglia muore nell’agosto del 1980, all’inizio del percorso. Gli ultimi manicomi chiudono solo nel 1999. Gli ospedali psichiatrici giudiziari vengono superati a partire dal 2015, con le REMS.
Come funziona oggi il servizio di salute mentale
Oggi ogni azienda sanitaria (in Veneto, le ULSS) ha un Dipartimento di Salute Mentale (DSM). Coordina i servizi pubblici per la salute mentale degli adulti, sia in ospedale sia sul territorio.
Il cuore del sistema è il Centro di Salute Mentale (CSM). Ci lavora un’équipe di psichiatri, psicologi, infermieri, educatori e assistenti sociali. Il CSM accoglie le richieste, fa visite e colloqui, imposta le terapie, segue le persone anche a domicilio e sostiene le famiglie. Da qui partono anche gli altri percorsi di cura.

| Servizio | A cosa serve | Come ci si arriva |
|---|---|---|
| Medico di famiglia | Primo ascolto e orientamento | Direttamente |
| CSM (Centro di Salute Mentale) | Visite, colloqui, terapie, sostegno alle famiglie | Di norma su richiesta del medico di famiglia |
| SPDC (Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura) | Ricovero in ospedale nelle fasi di crisi acuta | Pronto Soccorso, CSM o medico |
| Centri diurni | Attività di riabilitazione durante il giorno | Su progetto del CSM |
| Strutture residenziali | Percorsi di cura e di autonomia in comunità o appartamenti | Su progetto del CSM |
| Consultorio familiare | Sostegno a coppie, famiglie, gravidanza e giovani | Direttamente |
| Neuropsichiatria infantile | Disagio psichico di bambini e ragazzi | Tramite pediatra o medico di famiglia |
| SerD | Dipendenze da sostanze, alcol e gioco | Direttamente |
Consultorio, neuropsichiatria infantile e SerD non fanno parte del DSM, ma lavorano spesso in rete con il CSM.
La domanda di aiuto è in crescita. Secondo un’analisi della Società Italiana di Psichiatria ripresa da LaPresse, nel 2024 le persone seguite dai servizi di salute mentale in Italia erano circa 850.000. Più di 270.000 si sono rivolte ai servizi per la prima volta.
I servizi nel Basso Vicentino
Nel nostro territorio i servizi dipendono dal Dipartimento di Salute Mentale dell’ULSS 8 Berica. Ecco i principali:
- CSM 6 di Noventa Vicentina: via Capo di Sopra 3.
- CSM 5 di Lonigo: via Sisana 1.
- CTRP (comunità terapeutica residenziale protetta) e comunità alloggio «Casa Bianca»: Noventa Vicentina, via Fontana 50/B.
- Centro Diurno “Punto e a capo”: Via Sisana, 1, 36045 Lonigo (VI)
- SPDC: tre reparti all’Ospedale San Bortolo di Vicenza, viale Rodolfi 37.
- Centro provinciale per i disturbi alimentari: Ospedale San Bortolo di Vicenza.
Il CSM di riferimento dipende dal comune di residenza. Se si è residenti in provincia di Padova, per esempio a Montagnana o a Este, il riferimento è l’ULSS 6 Euganea.
Domande frequenti
Come si accede al centro di salute mentale?
Di norma si accede con la richiesta del medico di famiglia, che valuta la situazione e chiede la prima visita. Nell’ULSS 8 Berica la prima visita al CSM è indicata come richiesta dal medico di medicina generale. Alcune aziende sanitarie prevedono anche l’accesso diretto.
Qual è la differenza tra CSM e SPDC?
Il CSM è un servizio territoriale: segue le persone nel tempo con visite, colloqui e terapie, senza ricovero. L’SPDC è invece un reparto dell’ospedale generale, dedicato alle crisi acute che richiedono un ricovero breve. Nel Basso Vicentino i CSM sono a Noventa Vicentina e a Lonigo, mentre l’SPDC si trova all’Ospedale San Bortolo di Vicenza.
Il CSM segue anche bambini e ragazzi?
No, il CSM si occupa delle persone adulte, dai 18 anni in su. Per bambini e ragazzi il riferimento sono i servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’ULSS. Di solito ci si arriva tramite il pediatra o il medico di famiglia.
Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una valutazione professionale individuale.
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